
I trascorsi dicono che va avanti chi subisce meno. Eppure in questo torneo bomber dominano, i portieri si prendono la scena, ma dietro non emerge un fuoriclasse
Messi. Mbappé. Haaland. Vinicius. Dembélé. Kane. Olise. Sempre più il Mondiale degli attaccanti, dei fuoriclasse, dei campioni da copertina che fanno sognare. Nella fase a gruppi sono stati segnati 215 gol, in media 3 a partita. Un Mondiale si vince però con tutti i reparti e noi ne sappiamo qualcosa. Nel 2006 Buffon e Cannavaro erano disumani, insuperabili, e Nesta, Barzagli e Materazzi che si alternarono nel ruolo di secondo centrale, tra infortuni e squalifiche, non lasciarono passare uno spiffero. Soltanto due gol subiti dagli azzurri: un’autorete e un rigore. Zero su azione. Anche nel 1982, oltre le meraviglie di Paolo Rossi, la difesa con Zoff, Gentile, Collovati e Scirea era la migliore del mondo. I Mondiali hanno esaltato Beckenbauer e Passarella, Roberto Carlos e Thuram, Sergio Ramos e Piqué, Thiago Silva e Maldini, Krol e Moore… Ma qui in America?
Grandi nomi—
Qui in America non c’è un nome che si sia imposto all’attenzione. Non ancora. Sicuramente stanno disputando un torneo ad alto livello due big, Van Dijk e Marquinhos, 34




