Home / Economia / Banche, il doppio fronte di Banco Bpm tra Agricole e Unicredit

Banche, il doppio fronte di Banco Bpm tra Agricole e Unicredit

di Andrea Rinaldi

Con l’Agricole al 29,3% torna l’ipotesi di nozze italo-francesi. Le mosse di Orcel e quelle sugli istituti del Centro-Sud. Il pensiero del governo. Il credito italiano crocevia dell’Unione bancaria europea

Con l’ultima mossa del Crédit Agricole nel risiko bancario prende sempre più corpo uno scenario che mette il credito italiano al centro dell’Europa. L’incremento della Banque Verte al 29,3% di Banco Bpm è prodromico a un nuovo dirompente riassetto per l’istituto di Piazza Meda dopo la fusione tra le due popolari milanesi nel 2017. Secondo le ricostruzioni di queste ultime ore, anche al governo non sfuggirebbe che in questo momento Banco Bpm debba trovare una collocazione nel consolidamento in corso. Difficile che il miliardo di sinergia del «matrimonio tra eguali» proposto dall’ad del Banco, Giuseppe Castagna, a Mps risulti più appetibile dell’Opas con sinergie per 3 miliardi del gruppo Intesa Sanpaolo guidato da Carlo Messina.

Il governo e la vecchia «foresta pietrificata»

Fonti vicine alla maggioranza riconoscono come oggi si respiri un’aria più distesa sulle banche: «Il mercato può fare il suo corso, purché vengano tutelati risparmio e risparmiatori» è quello che viene ribadito. Lo testimonierebbe anche il ritrovato dialogo tra l’ad di Unicredit, Andrea Orcel,

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: