di Sara Gandolfi
Sotto inchiesta anche la direttrice della Guardia Civil: avrebbe cercato di sviare le indagini su familiari e collaboratori del premier. Ma pure il Pp ha qualche scheletro nell’armadio
«Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe in modo assoluto», la celebre massima dello storico e politico britannico Lord Acton, contenuta in una lettera del 1887 indirizzata al vescovo Mandell Creighton, tende ad applicarsi anche ai governi che si perpetuano nel tempo.
I socialisti che da otto anni governano la Spagna non sembrano esserne immuni. Sono già 126 gli imputati in una decina di scandali, più o meno gravi, che sono in qualche modo vicini al governo di Pedro Sánchez. Il quotidiano «El Mundo», che s’è preso la briga di contarli, sottolinea che i casi giudiziari «si estendono a tutti i livelli dello Stato» e il numero degli imputati «è superiore a quello dei deputati socialisti al Congresso».
Gli ultimi casi riguardano Belén Gualda e Bartolomé Lora, presidente e vicepresidente della Sepi (Sociedad Estatal de Participaciones Industriales), una holding statale e fondo sovrano, il cui scopo è la gestione di partecipazioni societarie statali, e la direttrice generale della Guardia Civil, Mercedes Gonzalez, accusata assieme




