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Autonomia, Schillaci e Musumeci la difendono: «Chi sa fare economie potrà trattenere i soldi»

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di Martina Zambon

Oltre al titolare degli Affari regionali, Roberto Calderoli sono stati auditi due altri ministri, Nello Musumeci, a capo del dicastero della Protezione Civile e Orazio Schillaci, ministro della Sanità. L’opposizione: «Consulta ignorata»

Autonomia, in un’Aula semi deserta è andata in scena lunedì pomeriggio un’inedita seduta congiunta delle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. Inedita perché, oltre al titolare degli Affari regionali, Roberto Calderoli, presente in «modalità mastino», sono stati auditi due altri ministri, Nello Musumeci, a capo del dicastero della Protezione Civile e Orazio Schillaci, ministro della Sanità. Temi al centro di due delle quattro materie oggetto degli schemi di Intesa preliminare licenziati da palazzo Chigi e ora all’esame della Camere.

L’attacco delle opposizioni

L’inconsueta doppia audizione era stata richiesta dall’opposizione che ha recentemente un nuovo cavallo di battaglia: secondo la Corte Costituzionale sono necessarie caratteristiche di «specialità» per poter chiedere la devoluzione di specifiche funzioni. Ad attaccare su questo fronte sono stati, a più riprese, soprattutto Andrea Giorgis, Pd, e Roberto Cataldi, M5s coadiuvati anche da Dafne Musolino (Iv) e Peppe De Cristofaro (Avs). Una domanda a cui, di fatto, come sottolinea Giorgis, «non c’è stata risposta, ministro Schillaci, lei non ci ha

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