
di Francesco Mariucci
Le rivendicazioni della premier: «Risolto un dossier che si trascinava da oltre 25 anni»
L’approvazione della riforma dello Statuto d’autonomia per il Trentino-Alto Adige è anche l’opportunità per Giorgia Meloni di rivendicare un percorso iniziato al momento del suo insediamento: quando, al momento di chiedere la fiducia in Parlamento, ricordò la necessità «di ripristinare gli standard di autonomia che nel ’92 hanno portato al rilascio della quietanza liberatoria Onu», ottenendo l’astensione (non scontata) della Svp. Un passaggio che all’indomani del voto in Senato la premier rivendica in un intervento pubblicato sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Athesia: Dolomiten (il principale giornale altoatesino in lingua tedesca), L’Adige e Alto Adige.
«Traguardo storico»
«L’approvazione definitiva in Parlamento della riforma dello Statuto del Trentino-Alto Adige è un traguardo storico. È il coronamento di un percorso che questo Governo ha deciso di avviare fin dal suo insediamento, per rispettare l’impegno solenne assunto davanti alle Camere in occasione delle dichiarazioni programmatiche di inizio mandato. La modifica del Titolo V della Costituzione del 2001 aveva creato competenze trasversali e sovrapposte con lo Stato, generando una conflittualità che minava gli standard stessi della più speciale delle autonomie previste dal nostro ordinamento, quella




