
di Lorenzo Nicolao
Gli effetti del nuovo Statuto approvato mercoledì in Senato: dal diritto di voto al principio dell’intesa
Con l’entrata in vigore delle modifiche previste dalla riforma viene rafforzata l’autonomia speciale delle Province di Trento e Bolzano. Il testo vuole consolidare i principi che «si stavano disperdendo», a causa dei pronunciamenti «centralisti» della Corte costituzionale dal 2001 — anno della riforma del Titolo V — a oggi. Ma cosa prevede il progetto legislativo che, dopo l’approvazione in doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento, attende ora solo la promulgazione del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale? Le modifiche applicate allo Statuto possono essere sintetizzate in quattro aspetti.
Competenze e limiti legislativi
Il primo interessa il ripristino dei livelli di autonomia di Trentino e Alto Adige. Le leggi provinciali che negli ultimi anni sono state subordinate ai «principi fondamentali» statali e alle «riforme economico-sociali» dello Stato, vengono definite più chiaramente come esclusive e primarie, in modo che Trento e Bolzano possano legiferare con minori interferenze di Roma.
Il secondo prevede ulteriori competenze. Funzioni che si legano a materie come l’ambiente e l’ecologia, un’autonomia determinante per gestire a livello locale il territorio, la tutela del




