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Auto Made in UE nel mirino della Cina: Pechino minaccia ritorsioni

imageLe minacce di Pechino

Pechino considera il provvedimento “discriminatorio” perché non terrebbe conto del parere e della posizione della Cina. Il ministero del Commercio cinese ha presentato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile scorso e, al contempo, ha espresso una forte “preoccupazione”.

“La Cina seguirà attentamente l’iter legislativo ed è pronta al dialogo”, ha affermato il ministero, lanciando però un chiaro avvertimento: “Se l’UE ignorerà i suggerimenti della Cina e insisterà nell’adottare questo testo, danneggiando così gli interessi delle aziende cinesi, la Cina non avrà altra scelta che adottare delle contromisure”.

Del resto, l’Industrial Accelerator Act, con i suoi principi di origine applicati in diversi settori economici, alza barriere protezionistiche evidenti. La Cina non viene citata in modo esplicito, ma le misure appaiono chiaramente volte ad arginare l’afflusso di prodotti cinesi.

A tal proposito, Pechino mette nel mirino il testo perché “impone numerose restrizioni agli investimenti esteri in quattro settori strategici emergenti: batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche; e stabilisce clausole di origine esclusiva UE negli appalti pubblici e nelle politiche di sostegno pubblico”. “Gli investitori cinesi subiranno discriminazioni”, ha concluso il ministero del Commercio.

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