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Auto blu, lo Stato si dimentica la svolta green: un terzo delle automobili supera i limiti di CO₂

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Nel 2025 solo il 14% delle auto della Pa rispetta i limiti ambientali: emissioni in crescita, elettrico in calo e norme spesso disattese. I peggiori: ministeri ed enti territoriali

La fotografia è nitida, e poco rassicurante: nel 2025 appena il 14% delle auto immatricolate dalla Pubblica Amministrazione rientra nei limiti più stringenti dei Criteri Ambientali Minimi. Un crollo netto rispetto al 30,5% del 2022, che racconta più di qualsiasi dichiarazione lo stato della transizione ecologica delle «auto blu»: non solo rallentata, ma ormai in retromarcia.

Non è un’impressione, ma la sintesi di uno studio commissionato da T&E e basato su oltre 12 mila immatricolazioni tra il 2019 e il 2025. Numeri che fotografano una dinamica ormai chiara: mentre la normativa si fa più severa, il comportamento delle amministrazioni si allontana dagli obiettivi.

Il paradosso normativo

Sulla carta, il quadro è articolato ma non privo di ambizione. Da un lato la Legge di Bilancio 2020 impone che almeno il 50% delle nuove auto sia elettrico, ibrido o a idrogeno. Dall’altro, i Criteri Ambientali Minimi introducono una soglia più stringente: almeno il 38,5% dei veicoli deve emettere meno di 50 g/km di CO₂.

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