Chiudete gli occhi e immaginate un’aurora boreale: quali colori vi vengono in mente? Probabilmente il verde e il rosso – i più frequenti. Ma questi fenomeni atmosferici possono assumere anche una, più rara e speciale, colorazione blu, che è più facile osservare in una finestra temporale specifica. Fortuna vuole che quel periodo sia… adesso. Vediamo perché.
Da che cosa derivano i colori delle aurore?
Le aurore boreali sono prodotte dall’interazione tra le particelle solari (nel vento solare o rilasciate da un’eruzione solare) e i gas presenti nell’atmosfera terrestre. Le particelle solari catturate dalla magnetosfera terrestre tendono a ricadere verso i poli seguendo le linee del campo magnetico, e nel farlo collidono con gli atomi di gas in atmosfera, che riscaldano e ionizzano (cioè rendono elettricamente carichi).
Le aurore boreali verdi e rosse sono generate dall’interazione tra particelle solari e atomi di ossigeno. Quelle blu, invece, sono prodotte dalla ionizzazione dell’azoto molecolare (N₂) negli strati superiori dell’atmosfera terrestre. Il problema è che l’azoto molecolare ionizzato (N₂⁺) è presente in atmosfera a basse concentrazioni, rispetto all’ossigeno, e la luce blu che emette è, per questo, di solito impercettibile.
Perché questo è il periodo giusto




