
di Andrea Laffranchi
L’artista pubblica il nuovo album «Foto mosse»: «Nelle foto tiro fuori una femminilità di cui mi vergogno nella vita di tutti i giorni»
«Quando mi dicono “hai cantato bene… come sempre” mi fa piacere fino a un certo punto. Non voglio passare per quella che sa solo interpretare i pensieri degli altri ma ne ha anche di propri». Arisa non rinnega il suo dono principale, la voce, ma vuole farsi riconoscere anche come autrice. Dieci dei tredici brani del nuovo album «Foto mosse» (esce venerdì 17) hanno la sua firma insieme a quella di colleghi come Dimartino, Dente, Giuseppe Anastasi… (e alla produzione i Mamakass).
Cantautrice?
«Sento la necessità di manifestarmi, altrimenti a che serve fare l’artista? Non mi voglio fregiare solo dell’avere una bella voce ma voglio raccontare la mia vita e indicare una strada. Nei miei momenti di indecisione e buio nessuno mi ha dato i consigli che mi servivano: lo ha fatto la musica e per questo le ho dedicato la mia vita».
Non è che poi cede anche lei all’autoune?
«Prima o poi lo userò perché ha un mordente sonoro che mi conquista. Mi piacerebbe che fosse usato come opzione




