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Le dieci parole tradite della nostra civiltà: ecco perché dobbiamo recuperarle

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Da democrazia a verità. da talento a pace: tutto sembra ribaltato, viviamo strani giorni. Il nuovo ibro di Venanzio Postiglione, una bussola per provare a ritrovare la rotta

Quando dai qualcosa per scontato, di solito lo perdi. Succede con le cose più semplici come con quelle più importanti, dall’amicizia all’amore. Eravamo cresciuti illudendoci che parole e concetti come democrazia, felicità, fraternità, libertà, misura, pace, parità, pianeta, talento e verità sarebbero stati destinati a un futuro radioso. I fatti ci dicono che non è proprio così. 
​E allora bisogna fermarsi, riflettere, ritornare al senso vero, etimologico di quelle parole «tradite», capire che sono la base della nostra civiltà e provare a recuperarle, ricercando la strada che ci hanno mostrato tanto tempo fa i nostri antenati greci
«Le dieci parole tradite» (Solferino, 2026) è il nuovo libro di Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera: un volo libero e affascinante che offre un appiglio quanto mai necessario a tutti noi che «viviamo strani giorni» (come cantava profetico ormai 30 anni fa il maestro di Giarre).    

​Il volume
E’ uscito mercoledì 8 aprile da Solferino il saggio di Venanzio Postiglione «Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento (pp.

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