
di Monica Ricci Sargentini
Libano, dal gruppo sciita no alla tregua parziale. Gli Stati Uniti: neutralizzata una petroliera nel Golfo
Ancora combattimenti nel Sud del Libano nonostante gli annunci di de-escalation di Donald Trump. Mentre Israele continua i raid contro Hezbollah e il movimento sciita prosegue gli attacchi oltre confine, la fragile tregua sponsorizzata dagli Stati Uniti appare già sotto pressione. «Non accetteremo alcun cessate il fuoco parziale», ha avvertito un alto dirigente di Hezbollah, Mahmoud Qomati, minacciando una risposta più dura in caso di attacchi israeliani contro Beirut e la sua periferia meridionale, roccaforte del movimento. Secondo l’emittente Al Manar, vicina a Hezbollah, il gruppo starebbe tuttavia valutando una proposta attribuita a Trump che prevederebbe un cessate il fuoco «completo e inclusivo».
A Washington, intanto, è iniziato un nuovo round di colloqui tra rappresentanti israeliani e libanesi sotto la mediazione americana. Per il segretario di Stato Marco Rubio il principale ostacolo a un’intesa resta la milizia sciita. «Israele e Libano potrebbero raggiungere un accordo di pace anche domani. Hezbollah è l’unico impedimento», ha dichiarato ieri davanti alla Commissione Esteri del Senato, ribadendo che il negoziato israelo-libanese e quello con l’Iran non sono legati.
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