
Il rapporto tra il Presidente Figc e il Ministro dello Sport è costellato da numerosi battibecchi. Un contrasto cresciuto dopo un episodio di 10 anni fa ed esploso definitivamente negli ultimi giorni
Amici veri, Andrea Abodi e Giovanni Malagò, non sono mai stati. E non solo per la fede calcistica. Laziale il primo, romanista il secondo. Nel marzo del 2017, qualcosa si incrinò. Carlo Tavecchio fu riconfermato alla guida della Figc anche grazie all’appoggio (ovviamente mai ufficiale) di Malagò, allora presidente del Coni, nella sfida proprio ad Abodi. Ora, a distanza di tanti anni, i rapporti tra i due sono sottozero con battibecchi praticamente quotidiani e sempre attraverso i media. Se parla uno, poi l’altro non si sottrae alla replica. Sono mesi che vanno avanti a punzecchiarsi. Lo scorso maggio, il ministro per lo Sport e i Giovani, nel corso della festa di fine anno della Serie A Women, se ne uscì così a un mese dalle elezioni Figc: “In bocca al lupo al mio amico fraterno Giancarlo Abete, ma anche al mio diversamente amico Giovanni Malagò, perché si è amici anche quando la si pensa diversamente”, furono le sue parole.
fuori luogo—
Normale dialettica, si dirà. Solo che




