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Alta velocità, Cirio smonta il Campo largo al Consiglio regionale: così Pd e M5S tornano a dividersi. «Questo dibattito non ha più senso»

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Il governatore: «Stare qui a parlarne, facendo credere che la Torino-Lione si possa ancora fermare è una follia». L’oppozione: «comizietto trito» di un presunto «Re Sole»

«Quanto costa questo dibattito ai cittadini?». Alberto Cirio entra nell’aula di Palazzo Lascaris con una domanda non certo da conciliatore. Da presidente considera la discussione sulla Torino-Lione una partita ormai chiusa. Però, va detto: a convocare la seduta straordinaria è stata proprio la maggioranza di centrodestra. L’obiettivo: mettere in luce le contraddizioni del campo largo dopo il ritorno del M5S sulle posizioni No Tav, la visita di Chiara Appendino al cantiere di Chiomonte e gli scontri di agosto.
Il risultato è un dibattito che più che dell’Alta velocità, parla delle spaccature dell’opposizione. La capogruppo dei 5 Stelle Sarah Disabato conta persino le volte in cui viene pronunciata l’espressione campo largo dalla maggioranza: «Quarantotto». E nemmeno il governatore rinuncia a mettere in evidenza le spaccature della minoranza: «Per voi servirebbero non una, ma due parti dell’emiciclo, mentre a noi basta una sola».

Torino-Lione? Dibattito inutile

Per il presidente è un dibattito inutile. «Stare qui a parlarne, facendo credere che la Torino-Lione si possa ancora fermare è una follia», scandisce Cirio. «L’opera — ricorda — è decisa, approvata

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