
Lo scout che ha scoperto il nuovo trequartista del Como: “Anche l’Inter era su di lui da piccolo ma poi non lo prese. Fin da subito si capiva fosse di un altro livello”
Mattia Liberali è cresciuto dribblando. Coni, cinesini, porticine e, già che c’era, pure gli avversari. Qualsiasi ostacolo gli si presentasse davanti, lo saltava con una finta e puntava la porta. “Ma soprattutto segnava”. Alberto Bianchi è stato il responsabile del settore giovanile della Rhodense, società dell’hinterland milanese. Detta più semplice: è stato il primo a intuire che quel bambino di sei anni aveva qualcosa di diverso dagli altri. “Ho avuto la fortuna di vederlo per primo quando l’allenavo al Muggiò. Era nei Piccoli Amici, ma si capiva subito che fosse di un altro livello rispetto ai coetanei. A fine anno lo portai con la Rhodense a un torneo estivo contro squadre amatoriali e dimostrò di essere almeno tre spanne sopra tutti”. Insomma, Liberali ha bruciato le tappe praticamente da quando ha iniziato a correre dietro a un pallone. “Giocava già con ragazzi di due anni più grandi. Prendeva palla, dribblava, andava a destra e a sinistra, ma soprattutto finalizzava. Non si perdeva nell’estetica del gesto tecnico. Questa




