
Le telecamere avevano indirizzato gli investigatori verso un uomo, ma le nuove analisi ribaltano la pista. Nell’attacco erano rimasti feriti l’oligarca Ermolaev la compagna e il figlio di 13 anni
Svolta nell’inchiesta sull’esplosione del pacco bomba che lunedì ha devastato l’ingresso di un palazzo a Monaco, ferendo gravemente l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la compagna Anna Nasobina e il figlio tredicenne. Gli investigatori francesi e monegaschi hanno identificato la principale sospettata: è una cittadina ucraina residente in Germania, localizzata in un altro Paese europeo, mentre è già stata attivata la cooperazione internazionale per rintracciarla.
Secondo gli inquirenti, la donna è in grado di camuffarsi fino a sembrare un uomo, circostanza che spiegherebbe perché le prime immagini delle telecamere avevano indirizzato le indagini verso un sospetto di sesso maschile. La ricostruzione investigativa sostiene che abbia seguito la famiglia fino all’ingresso del palazzo, dove avrebbe lasciato uno zaino contenente l’ordigno, azionato a distanza. Restano aperte due piste: quella della criminalità organizzata e quella di un’ingerenza straniera. Al momento non viene contestata la matrice terroristica.
2 luglio 2026
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