Gli Arbëreshë sono una comunità di Albanesi emigrati dall’Albania, dalla Morea e dalla Ciamuria, zone dell’odierna Grecia, in Italia tra il XV e il XVIII secolo, a causa delle invasioni Turco-Ottomane, che causarono la morte dell’eroe nazionale Albanese Giorgio Castriota Scanderberg. In Italia gli Arbëreshë fondarono paesi e portarono la loro gente ad integrarsi con quella locale. Gli albanesi in Italia possono vantare di aver avuto ben 25 imperatori romani tra cui Massimino Trace del 235 al 238, Claudio il Gotico nel 268, Quintillio del 270, Aureliano del 275, Marco Aurelio Probo dal 276 al 282, per citarne alcuni.
Gli Arbëreshë in Calabria: storia, migrazioni e identità culturale
Di ascendenze arbëreshe Papa Clemente XI, i cui nonni venivano da Lezhë, il presidente del consiglio Francesco Crispi (1818-1901) da Palazzo Adriano, colonia albanese, e il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di famiglia arbëreshe di Lamezia Terme, la famiglia Craxi e il banchiere Cuccia (1907-2000), e filosofi come Antonio Gramsci (1891-1937), i cui nonni venivano dalla città di Gramshi. Persino il famoso attore Totò, al secolo Antonio Komneno de Curtis, era discendente di una nobilissima famiglia albanese.
I classici costumi della comunità Arberesh calabrese 



