
di Gabriele Guccione
Il segretario regionale della Cgil: «Centrodestra non imbattibile. I risultati degli ultimi referendum dimostrano che c’è un terreno fertile su cui lavorare, costruire alleanze. È un lavoro che va fatto a partire da subito»
Giorgio Airaudo, mentre il governatore Alberto Cirio prepara le valigie («Dovunque sarò – ha detto facendo intendere un imminente trasloco a Roma –, sarà per gli interessi del Piemonte»), il centrosinistra sta a guardare?
«Cirio andrà via, ormai è evidente. Ha esaurito la sua spinta e, a parte gli annunci sulle fabbriche di microchip, ha smesso di occuparsi di sanità e industria. Ecco perché credo che a sinistra sarebbe il caso di cominciare a preparare il terreno, uscendo dal Consiglio regionale e dicendo: ci siamo, siamo pronti. I piemontesi hanno bisogno di vedere che c’è un’alternativa».
L’impressione è che questo non stia avvenendo…
«Io credo che bisognerebbe cominciare a girare il Piemonte. Non si vince la Regione solo con Torino. E non si può pensare di lasciare da solo il sindaco Stefano Lo Russo».
Quali altre province si potrebbe tentare di conquistare?
«Alessandria, per esempio. A Valenza, per dire, c’è il problema della casa e dei trasporti per




