
di Adriana Logroscino
La maggioranza: così evitiamo che si presenti chiunque. La protesta guidata da Riccardo Magi. Enzo Maraio e Alessandro Onorato
In «difesa del Parlamento, della sua rappresentanza», alla fine «della democrazia». I centristi, furibondi per la norma che quadruplicando le firme da raccogliere per presentare le liste colpisce proprio loro, guidano la rivolta. E organizzano le loro truppe: «Avviamo il cantiere della quarta gamba», promettono riuniti a Campobasso Riccardo Magi, Enzo Maraio e Alessandro Onorato. E intanto annunciano una manifestazione domani davanti al Senato.
Schierato con loro è Giuseppe Conte («Chiediamo a Mattarella di fermare questa norma vergognosa», le parole pronunciate l’altro giorno dal leader del M5S), anche in funzione di contenimento di Matteo Renzi: l’ex premier è alla guida dell’unico movimento, Italia viva, che non deve raccogliere le firme e che per questo potrebbe egemonizzare l’area. «Renzi ha una storia importante ma del passato — lo attacca apertamente Onorato —. Siamo sicuri che convenga al centrosinistra un’unica forza che unisca tutto e il contrario di tutto?». E se Conte si è già rivolto al Quirinale, un sospetto sembra averlo anche il Pd: «La stretta sulle firme è abnorme — dice Stefano Bonaccini presidente del




