di Leonard Berberi
Armando Brunini: «Milano ora è meta globale, non più una città di transito per andare altrove. Non si cambi l’attuale equilibrio con Linate»
Nemmeno il tempo di celebrare la riuscita dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026 — con zero intoppi in arrivo e partenze per centinaia di migliaia di viaggiatori — che Armando Brunini, amministratore delegato di Sea (la società che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa), si è ritrovato a dover affrontare tre criticità contemporaneamente. La chiusura di una delle due piste di Malpensa per il suo rifacimento, lo scoppio della guerra nel Golfo Persico e la piena introduzione del sistema dei controlli alla frontiera per i cittadini extra Ue che ha portato code lunghe diverse ovunque nel Vecchio Continente.
I numeri
«Diciamo che da quando sono in questo settore le ho viste un po’ tutte», scherza Brunini durante una lunga chiacchierata negli uffici di Sea di fianco al terminal di Linate. «Ma ogni crisi si supera perché i fondamentali di questa società sono solidi», sottolinea. Nel 2025 l’azienda — che vede il Comune di Milano azionista di maggioranza (54,81%), affiancato da 2i Aeroporti (col 45,01%) — ha chiuso con 42,3




