
di Ludovica Brognoli
La presidente Udi Bologna e della Rete Archivi Udi Regione Emilia-Romagna racconta la storia di sua madre: partigiana, operaia della Ducati e femminista
«Il voto delle donne, 80 anni fa, fu fondamentale». Perché furono loro, quelle «numericamente determinati», per la vittoria della Repubblica sulla Monarchia nel referendum del 1946.
Ma anche perché da quel momento in poi, le donne, i loro «discorsi e le loro battaglie sui bisogni reali della vita», iniziarono a occupare lo spazio pubblico. E quel traguardo, per Katia Graziosi — presidente Udi Bologna e della Rete Archivi Udi Regione Emilia Romagna — è tanto più necessario ricordarlo oggi, perché i nodi da risolvere sulla parità di genere «rimangono tanti».
Per farlo, dice, è necessario coltivare il legame con le rivendicazioni del passato: come quelle portate avanti da sua madre, Anna Zucchini, che da ex operaia della Ducati faceva parte del comitato antifascista di fabbrica: fu arrestata nel 1955 per aver manifestato distribuendo delle mimose, durante la Giornata internazionale delle donne.
Graziosi, cosa significa per lei questa ricorrenza?
«È un bel punto d’arrivo: parliamo di 80 anni di Repubblica che, soprattutto, fu voluta dalle donne, perché i dati ci dicono




