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Addio a Nico Perrone, il più grande conoscitore di Enrico Mattei. Nei suoi libri spiegò perché «venne ucciso» e divenne «il più grande nemico italiano»

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di Lorenzo Giliberti

Il professore di Storia dell’America all’università è scomparso all’età di 91 anni. Lavorò per anni al fianco del presidente dell’Eni, di cui dopo la sua morte si occupò in numerosi libri. È stato anche un grande studioso di De Gasperi

La Puglia piange Nico Perrone, lo storico barese che conobbe e studiò Enrico Mattei e raccontò i segreti dell’Italia repubblicana. Saggista,  giornalista e per quasi trent’anni docente dell’Università di Bari, è venuto a mancare a 91 anni. 

Nato nel capoluogo pugliese il 27 aprile 1935, all’anagrafe Nicola Carlo Perrone, lascia una lunga produzione di studi dedicati soprattutto all’Italia repubblicana, agli Stati Uniti, alle relazioni internazionali e a Enrico Mattei, figura alla quale avrebbe dedicato una parte importante della propria attività di ricerca. Con Mattei, del resto, Perrone non ebbe soltanto un rapporto da storico. Nei primi anni Sessanta lavorò all’Eni a Roma, dove era stato assunto per occuparsi delle normative straniere sul lavoro. Fu lo stesso presidente dell’ente a designarlo come esperto presso il gabinetto del ministro per la Riforma della pubblica amministrazione Giuseppe Medici e nelle commissioni interministeriali. Dopo l’Eni passò all’Efim, occupandosi di partecipazioni azionarie. Un’esperienza vissuta dall’interno delle grandi aziende pubbliche

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