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A Vicenza il punto su identità, vino e conti nel mondo della pizza contemporanea

Negli scorsi giorni, nella Loggia del Capitanato di Vicenza, si è svolto il convegnoRadici e Confini: la pizza del territorio“, il momento di approfondimento professionale della quarta edizione di Pizza in piazza“, il festival firmato dall’Associazione eccellenza nella pizza (Aenp) e andato in scena dal 26 al 28 giugno in Piazza dei Signori. A moderare, Giusy Ferraina (Identità Golose), che ha guidato il confronto tra Renato Bosco (Saporè Pizza Bakery e Cruncheria), Daniele Campana (Campana Pizza in Teglia, Corigliano), Luca Cornacchia (Fermenta Pizzeria Gourmet, Chieti), Pina Sozio (curatrice della Guida Pizzerie d’Italia di Gambero Rosso) e Antonella Amodio (giornalista per il Luciano Pignataro Wine Blog e autrice di Calici & Spicchi). Nonostante il caldo torrido della mattinata, la sala ha seguito con attenzione un confronto che ha toccato i nodi più sentiti del comparto. Il filo conduttore, fin dalle prime battute, è stato un paradosso solo apparente: la pizza, nata a Napoli e diventata ormaifiglia del mondo“, è oggi lo strumento più efficace per raccontare un territorio specifico. Portare “territorio” in pizza, è stato sottolineato, significa riattualizzare il passato, farlo diventare presente, custodendo pratiche, ingredienti e saperi che stavano scomparendo.

A Vicenza il punto su identità, vino e conti nel mondo della pizza contemporanea

I partecipanti del convegno “Radici e Confini:

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