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A Reggio Calabria nessun «effetto Vannacci». E la campagna di Meloni insisterà sul «voto utile»

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di Francesco Verderami

La premier lo mette nel «campo larghissimo» dei suoi nemici

D’ora in avanti Roberto Vannacci farà parte del «campo larghissimo» per Giorgia Meloni, che conia questa definizione per accomunare il generale e il suo movimento alle forze del centrosinistra insieme a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

La premier prende a prestito il neologismo inventato dal sottosegretario alla Presidenza Giovanbattista Fazzolari e gli dà una valenza politica, come a voler dimostrare — se ancora ce ne fosse bisogno — che non ha alcuna volontà di cercare un’intesa con Futuro Nazionale per le elezioni del 2027.
Vannacci resterà un avversario, come lo è stato ieri per le suppletive di Reggio Calabria. Che saranno state un piccolo test, che si sono svolte in una roccaforte del centrodestra e che hanno registrato un’affluenza alle urne bassissima.

Ma sempre un test restavano e il generale non è riuscito a produrre l’effetto desiderato: far perdere il candidato di Forza Italia Fabio Roscioli. Per riuscirci aveva usato come sfidante Domenico Giannetta, che da capogruppo azzurro al consiglio regionale calabrese fino al giorno del passaggio a Futuro Nazionale si portava in dote undicimila preferenze. Non uno qualunque.

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