di Redazione Economia
La ricerca «Human After All» di Hearts United e Doxa su 2 mila italiani, fotografa un paradosso generazionale: la consapevolezza di invecchiare arriva prima, ma la percezione di essere anziani si allontana con l’età
A 30 anni gli italiani iniziano a pensare all’invecchiamento. Ma più gli anni passano, meno si sentono vecchi. È il paradosso che emerge dalla ricerca «Human After All», realizzata da Hearts United con Doxa su un campione rappresentativo di 2 mila italiani, presentata nell’ambito di Villa Futura, il format dedicato ai cambiamenti culturali che influenzano il rapporto tra persone, consumi e brand. Per il 26% degli italiani il momento in cui si comincia a riflettere sul proprio invecchiamento è tra i 25 e i 34 anni.
La paura di invecchiare arriva a 30 anni
Un 13% degli intervistati anticipa ulteriormente questa consapevolezza, collocandola prima dei 25 anni. Complessivamente, il 51% degli intervistati afferma di pensare all’invecchiamento almeno qualche volta. Non si tratta però soltanto di una questione legata al corpo o al passare del tempo. Secondo la ricerca, a pesare sono anche le aspettative sociali associate alle diverse fasi della vita. Percorsi professionali meno lineari, maggiore difficoltà nel raggiungere l’autonomia




