Sta suscitando scalpore nel mondo del vino bresciano, e non solo, la notizia dell’arresto, successivamente rilasciato al termine dell’interrogatorio, di Carlo Veronese, direttore in passato di alcuni consorzi vitivinicoli lombardi. Secondo quanto pubblicato dal sito del Giornale di Brescia, che ha ripreso la notizia del “Piccolo”, l’enologo era stato arrestato per immigrazione clandestina.
L’enologo Carlo Veronese Il fermo a Trieste e la versione dell’enologo
A Trieste è stato fermato dalla Polizia di Frontiera ed è finito per qualche ora in carcere perché trasportava quattro passeggeri bengalesi senza documenti e quindi irregolari. L’esperto vinicolo gardesano si è difeso dicendo di aver risposto a un annuncio online di una società spagnola per diventare autista di transfer aeroportuali.
Leggi anche
Insomma, era convinto di aver trovato un nuovo lavoro in qualità di driver. Secondo la ricostruzione, Veronese (fino ad oggi incensurato) aveva raccolto le quattro persone alla stazione di Zagabria per portarle a Trieste. Come ha spiegato al magistrato, già in passato aveva effettuato viaggi simili dalla Bosnia alla Croazia e si è difeso dicendo di averlo fatto in buona fede e di aver firmato un contratto




