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Moda, la sfida impossibile del riciclo dei tessuti: solo l’1% dei rifiuti torna a essere fibra

di Giorgia Bollati

Il 70% dei capi è fatto con fibre sintetiche: verso nuove regole e tecnologie. E dal 2028 la responsabilità passa ai produttori

Abiti, tendaggi e altri tessili immessi sul mercato aumentano sempre di più. Ma la qualità dei filati (e quindi la possibilità di riciclo) non va di pari passo: «Il 70% dei tessuti in vendita è prodotto con una materia prima sintetica», racconta Andrea Falchini, amministratore delegato di Next Technology Tecnotessile ed esperto di riciclo nell’ambito. «Ormai la lana corrisponde allo 0,8% degli abiti, mentre cotone e fibre cellulosiche restano tra il 20 e il 25%. Però se per le fibre di origine organica il riciclo è di natura meccanica e ormai rodato, per i materiali di origine fossile la faccenda cambia e le procedure oltre il fine vita si fanno sempre più complesse». 

La normativa Ue

La normativa europea, d’altra parte, chiede alle imprese di assumersi maggiori responsabilità sulla gestione dei prodotti a fine uso e di garantire una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera. Di questo si è parlato a Ecomondo 2026, la manifestazione di Italian Exhibition Group dedicata alla green economy, che quest’anno ha inaugurato un intero padiglione espositivo riservato a

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