di Laura Magna
Dalle urne arriva sonora la bocciatura della Casa Bianca, spinta dal caro-vita, dalla guerra in Iran e dall’insoddisfazione economica. Il nuovo equilibrio parlamentare può frenare l’agenda fiscale del presidente, ma non cancellare le misure già approvate. In Italia AmCham richiama il valore della prevedibilità per attrarre capitali: gli Stati Uniti hanno investito nel Paese circa 45 miliardi di dollari
L’onda blu è arrivata anche negli Stati che Donald Trump aveva conquistato con margini larghi appena due anni fa. I democratici hanno strappato ai repubblicani sette seggi al Senato, conquistando la maggioranza della Camera alta, e hanno ribaltato il risultato anche alla Camera dei rappresentanti. Una vittoria su entrambi i fronti che consegna al presidente americano un Congresso ostile negli ultimi due anni del suo mandato e segna una delle più nette battute d’arresto elettorali per un presidente in carica.
Le dimensioni del risultato si misurano soprattutto sulla geografia delle vittorie. I democratici hanno conquistato il Kansas, che non eleggeva un senatore democratico dal 1932, l’Iowa, il Maine, la Carolina del Nord, l’Ohio, la Carolina del Sud e il Texas. In quest’ultimo caso, il successo assume un significato particolare: Trump aveva vinto lo Stato con




