
di Silvia M. C. Senette
L’ultimo dossier della Provincia: le donne sono ampiamente maggioritarie in sanità, assistenza, sociale ed educazione, mentre gli uomini occupano di più i settori tecnici, l’impiantistica, l’artigianato e i processi legati alla produzione
I lavori «maschili» e «femminili» sono ancora troppo divisi in Alto Adige e questo solco segnato dagli stereotipi rischia di condizionare pesantezza degli stipendi, carriera e tutele previdenziali in età avanzata. Lo rivela l’ultimo dossier «Mercato del lavoro news» curato dalla Provincia, che passa al setaccio i 79 gruppi professionali più rilevanti tra i lavoratori dipendenti, analizzati attraverso la lente di genere, età, cittadinanza e tipologia contrattuale. Ad accendere i riflettori sulla rigidità delle barriere occupazionali è l’assessora provinciale al Lavoro, Magdalena Amhof: «È necessario aumentare questa permeabilità, perché la professione influisce anche sulle opportunità di reddito e sulle possibilità di garantirsi una sicurezza economica in età avanzata. Inoltre si rischia di sprecare preziose potenzialità quando giovani donne e uomini scelgono la propria professione basandosi prevalentemente su modelli di ruolo tradizionali».
I numeri
L’indagine statistica smaschera un mercato occupazionale fortemente polarizzato e poco incline al cambiamento. Le donne continuano a essere ampiamente maggioritarie nei comparti sanità, assistenza, sociale ed educazione, mentre




