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BMW, secondo taglio delle stime 2026: la crisi morde anche Monaco

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In particolare, tra luglio e settembre il gruppo tedesco ha consegnato 551.075 veicoli, il 6,3% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: la crescita in Europa (+2,6%) e negli USA (+2,5%) ha solo in parte compensato il declino in Cina. Lo stesso vale per i primi nove mesi dell’anno, chiusi con 1.707.802 consegne e un calo del 4,9%.

I ricavi trimestrali, pari a 30,45 miliardi di euro, sono così scesi del 5,8% (-7,7% a cambi costanti), mentre l’utile operativo di gruppo è peggiorato del 29,7%, a 1,59 miliardi, e i profitti del 14,7%, a 1,49 miliardi. Le sole attività Automotive hanno visto l’utile operativo flettere del 39,7%, a 901 milioni, per un’incidenza sul fatturato (-6,5% a 26,67 miliardi) scesa dal 5,2% al 3,4% a causa, tra le altre cose, dell’impatto dei dazi statunitensi.

Inoltre, il core business del gruppo ha bruciato cassa nel periodo: il Free Cash Flow è risultato negativo per 566 milioni di euro, contro il dato positivo per 343 milioni di un anno fa. E questo nonostante la conferma del calo delle spese in R&S (l’azienda ha già anticipato la loro progressiva flessione dopo il picco del 2024), scese nel terzo trimestre del 6,8%, a 1,79