
di S. Mor.
La protesi realizzata in Grecia grazie alla tecnologia di stampa 3D. L’animale era stato ritrovato ferito sull’isola di Citera nel 2025
Una frattura, un’amputazione e un futuro che sembrava compromesso. È la storia di una giovane aquila imperiale orientale (Aquila heliaca), femmina appartenente a una specie minacciata e in età riproduttiva, che grazie alla collaborazione tra veterinari e ingegneri ha ricevuto un arto bionico progettato e realizzato su misura. L’animale aveva subito l’amputazione della zampa destra in seguito a una grave frattura, condizione particolarmente invalidante per un rapace.
Dopo un percorso clinico complesso, articolato in tre interventi chirurgici, è stata sviluppata una soluzione tecnologica personalizzata per consentire all’aquila di recuperare la mobilità funzionale. Il progetto ha visto la partecipazione di bio3Dtech, realtà specializzata nella progettazione e realizzazione di dispositivi personalizzati mediante tecnologie avanzate di produzione additiva, in collaborazione con un gruppo multidisciplinare greco-tedesco di ingegneri e veterinari. L’aquila è stata curata e riabilitata da ANIMA – Associazione ellenica per la cura e la protezione della fauna selvatica. Una curiosità? L’impianto è stato prodotto in lega di titanio Ti6Al4V, con un rivestimento in idrossiapatite, materiale biocompatibile utilizzato per favorire l’interazione tra superficie implantare e tessuto osseo.
Parallelamente, nei laboratori




