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Dagli Egizi a oggi: storia e segreti della frittura, la cottura amata da tutti

La storia della frittura affonda le sue radici nell’Antico Egitto, intorno al 2500 a.C., quando questa tecnica – amata praticamente da tutti – veniva utilizzata per cuocere e conservare piccoli impasti di pane e dolci nel grasso animale. Già allora, infatti, gli Egizi erano soliti dorare impasti a base di farina nel grasso o nel lardo animale, per poi intingerli nel miele. Una pratica testimoniata anche dai dipinti rinvenuti nelle tombe dei faraoni, che raccontano quanto questa preparazione fosse conosciuta e apprezzata. Non sappiamo esattamente come sia nata la frittura, ma sappiamo che, intorno al V secolo a.C., i Greci iniziarono a utilizzare l’olio d’oliva in apposite padelle di rame chiamate teganon, nelle quali preparavano focacce ripiene e dolci che possono essere considerati gli antenati di specialità come la tiropita e gli struffoli. Anche la società ellenica, dunque, aveva sviluppato una propria tradizione legata al fritto. Pare inoltre che i Greci utilizzassero grandi padelle di terracotta, dotate di un manico forato che permetteva di maneggiarle senza scottarsi durante la preparazione delle pietanze.

Dall’Antica Roma al Medioevo: come si diffuse la tradizione del fritto

I Romani ereditarono questa passione e contribuirono a diffonderla ulteriormente, soprattutto attraverso le cauponae e le tabernae, botteghe e

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