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Airbus punta al Gcap, il caccia del futuro di Italia, Regno Unito e Giappone

di Stefano Montefiori

Dopo il fallimento del programma franco-tedesco Scaf, la Germania valuta l’ingresso nel progetto per il velivolo di sesta generazione. Berlino tratta con i partner e considera anche l’alternativa svedese di Saab

Dopo il clamoroso fallimento industriale dello Scaf, il progetto franco-tedesco per il caccia del futuro, il colosso Airbus potrebbe trovare una strada alternativa partecipando al programma concorrente, il Gcap di Italia, Regno Unito e Giappone.
Il «Global combat air programme» (Gcap) punta a costruire un aereo da combattimento di sesta generazione destinato a sostituire l’Eurofighter Typhoon per l’Italia e il Regno Unito, e il Mitsubishi F-2 per il Giappone, e ha registrato un nuovo impulso la scorsa estate con lo stanziamento da parte dei tre Paesi di 5,4 miliardi di euro per proseguirne lo sviluppo, in vista di un’entrata in servizio nel 2035.
Al salone aeronautico di Farnborough, tenutosi a luglio, il Canada è entrato a far parte del programma come primo paese «osservatore», aprendo la strada a una futura adesione a pieno titolo.
L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, aveva dichiarato a Farnborough che la partecipazione della Germania — tramite Airbus — al programma Gcap sarebbe stata «vantaggiosa dal punto di vista industriale». 

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