Milano e la pizza. Non vogliamo fare un elenco delle pizzerie della metropoli, né tantomeno organizzare l’ennesimo concorso sul tema. Anche perché, a mio avviso, le tante gare e premiazioni che si susseguono in ogni angolo del Paese, con riconoscimenti assegnati ai pizzaioli, rischiano ormai di confondere il consumatore. Vogliamo piuttosto raccontare una storia che parla di Milano, della sua gastronomia e delle tante influenze che, nel corso del tempo, hanno contribuito a costruirne l’identità.
Come l’immigrazione ha trasformato la cucina milanese
La Milano del food è cresciuta anche grazie alle migliaia di immigrati che, a partire dagli anni Sessanta, si sono riversati in città dal Sud Italia, alla ricerca di lavoro e fortuna. Un fenomeno che, del resto, si è verificato e continua a verificarsi in molte altre parti del mondo. Chi lasciava la propria terra portava con sé anche i gusti, i profumi e i ricordi del cibo di casa, cercando di ritrovarli e conservarli nella nuova città.
«Se Milano avesse il mare, sarebbe una piccola Bari». Una frase che riprendeva un motto in realtà dedicato a Parigi, ma che ricorreva spesso tra gli immigrati pugliesi, pronunciata magari con un po’ di nostalgia in quei luoghi che oggi chiameremmo wine bar




