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Crisi in Polonia, cosa sta succedendo: Tusk impone all’Alta Corte i giudici non riconosciuti dal presidente, le destre in piazza. Il premier: ripristinare lo Stato di diritto

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di Alessandra Muglia

In Polonia è sfida sull’Alta Corte: il premier Tusk contro i nazionalisti

Sabato poco dopo la mezzanotte, davanti alla Corte costituzionale di Varsavia, la polizia in tenuta antisommossa disegna una linea scura contro le luci dei fari, un argine umano intorno all’edificio assediato dai manifestanti. Dentro sono asserragliati i giudici scelti dalla maggioranza del governo Tusk ma non riconosciuti dal capo dello Stato, fuori sono tenuti il presidente della Corte e il suo vice, legati al precedente esecutivo.

Centinaia di persone scandiscono «Karol! Karol!» all’arrivo del presidente Karol Nawrocki, rientrato d’urgenza da un viaggio in Senegal. Entra nel Tribunale e vi resta fino a poco prima dell’alba.

Fuori, sotto un tendone con la scritta Kluby Gazeta Polska, salgono sul palco Bosak e Mentzen, leader di Konfederacja, storici rivali per l’egemonia a destra di Diritto e Giustizia (PiS), il partito nazionalista all’opposizione e pro Nawrocki: stavolta sono invece fianco a fianco. Si presenta anche Jarosław Kaczynski, cofondatore del PiS, che parla di attentato. «Rovesciate Tusk!» è il loro slogan.

Lo scontro in corso da tempo in Polonia tra il blocco europeista guidato dal premier Donald Tusk e quello di estrema destra che supporta

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