La Commissione europea ha aperto un’indagine formale su Booking.com per verificare se la piattaforma di prenotazioni alberghiere rispetti gli obblighi previsti dal Digital Services Act (Dsa). Il procedimento riguarda tre ambiti: gli annunci di strutture ricettive inesistenti o non conformi, le truffe informatiche ai danni di viaggiatori e operatori e la trasparenza delle inserzioni sponsorizzate. L’iniziativa di Bruxelles riporta al centro una questione che Italia a Tavola aveva già sollevato nelle scorse settimane, dando spazio alla richiesta degli albergatori di rafforzare i controlli sugli annunci pubblicati online. Nell’intervista del 6 ottobre, Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, aveva chiesto a Booking e Airbnb di verificare le inserzioni, in un confronto che riguarda la tutela dei viaggiatori, la regolarità dell’offerta e le condizioni di concorrenza tra gli operatori dell’ospitalità.
Booking.com, gli annunci degli hotel finiscono sotto esame
Secondo Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea per il Digitale, tra il 2022 e il 2024 le frodi sulla piattaforma hanno registrato un forte aumento. Il dato si inserisce in un contesto più ampio di crescita delle truffe online, che a livello globale sarebbero aumentate del 500% nei diversi settori industriali. Nel




