All’interno del convegno promosso dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con il Gruppo Lavazza, la dimensione antropologica e sociologica del caffè verrà affrontata dall’intervento di Michele Filippo Fontefrancesco, docente del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel suo contributo, intitolato «Usanze e tradizioni: la cultura del caffè nel mondo», l’autore analizza il caffè non soltanto come bevanda, ma come fenomeno sociale e rito collettivo. La relazione esamina le differenti pratiche di consumo e le modalità con cui le diverse culture hanno integrato il caffè all’interno dei propri sistemi simbolici, relazionali e quotidiani, evidenziando il valore identitario e relazionale di questo gesto a livello globale.
Se osserviamo una tazzina di caffè con gli occhi dell’antropologia, non vediamo soltanto un alcaloide disciolto in acqua calda, ma una delle merci-mondo che più hanno plasmato la modernità.
Dall’Etiopia allo Yemen: come il caffè è diventato una bevanda globale
La storia del caffè affonda le proprie radici biogeografiche nel Corno d’Africa, in particolare nelle foreste pluviali montane dell’altopiano etiope (nelle storiche regioni di Kaffa e dell’Oromia). Qui la Coffea arabica cresceva spontaneamente nel sottobosco. Le prime forme di consumo non prevedevano la tostatura e l’estrazione liquida odierne: le popolazioni Oromo ne masticavano




