
di Simone Canettieri e Monica Guerzoni
Crosetto era a favore, le perplessità di Piantedosi e Pisani
«Sono deluso e preoccupato». A fine serata, dopo girandole di riunioni tecniche interminabili e un Consiglio dei ministri lampo, il responsabile della Difesa Guido Crosetto commenta così la decisione — sofferta — di negare ai militari compiti di polizia giudiziaria. A Milano saranno ne saranno inviati 500, quasi tutti paracadutisti della Folgore.
Quello sui poteri era il punto critico, il nodo più intricato dell’ottavo decreto sicurezza del governo. Lo stop del giurista del Colle è arrivato dopo un braccio di ferro che ha tenuto banco fino all’ultimo, nei passaggi continui tra gli uffici legislativi del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi. Sulla posizione del presidente Mattarella si sono schierati fin da subito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani, pronti ad ascoltare fin dalla mattina le richieste dei sindacati più rappresentativi di polizia («Servono più investimenti, non militari»).
La pratica non è stata semplice da dipanare. Poco prima dell’inizio del Cdm i ministri Nordio, Piantedosi, Crosetto e Alfredo Mantovano hanno cercato affannosamente una sintesi nella stanza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Più tardi,




