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Hegseth da Netanyahu a una settimana dal voto, ma il Bibi «guerriero» cala ancora nei sondaggi

di Davide Frattini

L’opposizione però non ha i seggi per la maggioranza

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Nell’ultima settimana di campagna elettorale gli incontri clandestini restano segreti al massimo per ventiquattro ore. Quante hanno resistito i portavoce di Benjamin Netanyahu prima di confermare che «sì, il primo ministro ha visto Pete Hegseth, il segretario alla Difesa». L’americano preferisce usare il titolo segretario alla Guerra e di guerra avrebbe parlato con il premier israeliano: il vertice è stato allestito nella base dell’aviazione militare Uvda, tra le rocce ocra del deserto del Negev, e lo sfondo è servito a rafforzare i proclami bellicosi elargiti da Bibi. Che domenica ha anche parlato con il presidente Donald Trump: «Siamo determinati a completare la missione fino all’eliminazione del regime iraniano», ha ripetuto ieri all’inaugurazione dell’anno accademico in un’università verso il confine con il Libano, uno dei fronti inconclusi nella sua guerra permanente.

Così il confronto con gli ayatollah entra in campagna elettorale, come temeva l’opposizione. Le minacce ribadite dal premier, il rischio di una rappresaglia preventiva ordinata dai pasdaran, spingono Eyal Zamir, il capo di stato maggiore israeliano, ad alzare il livello di allerta e a cancellare le libere uscite previste per i

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