
di Tommaso Labate
Giuliani imperversa in Rete schierandosi genericamente con la protesta milanese e contro i media che ne esaltano le caratteristiche negative
«Esproprio proletario», con tanto di emoticon dell’abbraccio che toglie ogni punto interrogativo sul giudizio di valore (che, quindi, è positivo): a proposito delle vandalizzazioni di Milano l’avranno pensato in decine di migliaia, si saranno morsi la lingua in centinaia e alla fine per primo l’ha scritto lui, che ha celebrato sui social il video di alcuni reduci dai furti con sfascio in zona Duomo nell’atto di regalare qualche capo di abbigliamento fresco di rapina a un senzatetto. Lui è Raffaele Giuliani, giovanissimo filosofo-influencer (ma il risultato, come per addizioni e moltiplicazioni, è lo stesso anche se lo leggi al contrario) di sinistra-sinistra da mezzo milione di followers tra Instagram e TikTok, che qualche sparuta apparizione sulla televisione generalista ha trasformato immediatamente in un profilo attribuibile al Pd (che non lo conosce, non è un iscritto) nientemeno che come giovane candidato anti-Bandecchi alle prossime comunali a Terni.
Umbro è umbro, giovane è giovane, su questo non ci piove. «Nato a Terni, diplomato al liceo classico e laureato all’Università degli Studi di Perugia, ora studente magistrale




