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Dai piccoli borghi alle montagne: Slow Food racconta 1.450 prodotti da salvare

Sette prodotti, in poche pagine: boudin, fagiolina, mieccola, motsetta, patata di Verrayes, toma di Gressoney e vitigno Vuillermin. È la Valle d’Aosta raccontata dagli Atlanti dell’Arca del Gusto, la collana che Slow Food ha dedicato ai prodotti italiani a rischio di scomparsa. Non un elenco della cucina valdostana, naturalmente, ma la traccia di produzioni che hanno bisogno di essere riconosciute perché continuino a esistere.

Dai borghi ai pascoli, i prodotti che Slow Food vuole salvare dall'oblio Atlanti dell’Arca del Gusto, la collana che Slow Food ha dedicato ai prodotti italiani a rischio di scomparsa

Il Piemonte e i prodotti legati ai territori

Il Piemonte occupa tre pagine dell’indice. Ci sono l’aglio storico di Caraglio, la fagiolina della Val Borbera, i mieli di montagna, le capre di Roccaverano e delle Valli di Lanzo, la Gallina Bianca di Saluzzo e il Coniglio grigio di Carmagnola. Poi mele, risi, pane, salumi, formaggi, ortaggi e vitigni. Ogni voce rimanda a un luogo e quasi sempre a un numero ristretto di persone che ha conservato una coltivazione, un allevamento o una lavorazione.

L'aglio storico di Caraglio L’aglio storico di Caraglio

Nell’Atlante c’è anche una sezione nata dalla

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