Sono 120 le maggiori aziende vitivinicole d’Italia protagoniste della classifica 2025. Un campione dell’industria nazionale del vino che rappresenta il 64,3% del giro d’affari totale del settore (pari a 14 miliardi nel 2025, secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini), il 66,8% delle esportazioni e il 61,2% del mercato domestico.
La classifica (qui il dettaglio con la graduatoria completa) comprende 80 realtà private e 40 cooperative. Insieme fatturano poco più di 9 miliardi (- 1,4% sul 2024), esportano per 5,2 miliardi (- 1,9%) e incassano in Italia 3,8 miliardi (- 0,6%).
Tre voci con il segno meno che confermano le difficoltà affrontate durante lo scorso anno dal nucleo più grande del mercato, che riesce comunque a far meglio dell’intero settore che perde il 3,4% del fatturato totale, il 3,7% nell’export e il 3,1% in Italia. Abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, i vignaioli tirano dritto senza nascondere le difficoltà. Che ci sono anche al vertice della classifica, tra i 27 brand del «club over 100 milioni di fatturato» messo a fuoco su L’Economia dello scorso 13 aprile, come dimostra la grave situazione di Zonin 1821, alle prese con una composizione negoziata della crisi di impresa presso il tribunale di Venezia (è in




