di Silvia Morosi
Nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella sono già state installate circa 2mila talee su biostuoie biodegradabili, per ripristinare 100 metri quadrati di fondale. Il progetto «Green Sea» punta a recuperare gli habitat danneggiati dagli ancoraggi e a rafforzare la tutela del mare
La Baia di Ieranto, uno degli angoli più suggestivi e preziosi della costa campana, si prepara a recuperare nuove porzioni del suo patrimonio naturale sommerso. A Massa Lubrense è partito il progetto «Green Sea», dedicato al ripristino delle praterie di posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’intervento è realizzato dall’International School for Scientific Diving (ISSD-ETS), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’università di Genova (DISTAV) e con il sostegno della Fondazione Deutsche Bank Italia.
Le prime operazioni sono già state completate: sul fondale sono state posizionate biostuoie biodegradabili sulle quali sono state installate circa 2mila talee, con l’obiettivo di ripristinare una superficie di circa 100 metri quadrati di fondale marino.
Il progetto utilizza frammenti di posidonia raccolti da materiale naturalmente distaccato dalle praterie esistenti. Una tecnica che consente di recuperare parti di pianta, come fusti, rizomi e foglie, che altrimenti sarebbero destinate a degradarsi,




