
di Stefania Ulivi
Il regista Simon Stone alla Festa di Roma e la storia di Ian Charleston in «Elsinore» con Andrew Scott: «Sostituì Day- Lewis e portò il suo calvario in scena»
«Meglio morire recitando Amleto che di Aids». Riuscì nel suo intento Ian Charleston, grande attore di teatro, che aveva esordito con Derek Jarman e aveva poi puntato sul cinema (era nel cast di Momenti di gloria). Nell’autunno 1989 fu chiamato dal regista Richard Eyre a sostituire, in una leggendaria messa in scena della tragedia di Shakespeare al National Theatre di Londra, Daniel Day-Lewis che aveva abbandonato la produzione. Era il sogno della vita, recitare il Bardo all’Olivier, la più grande delle tre sale del prestigioso teatro. Ma in quegli stessi giorni scoprì di aver contratto il virus Hiv, la «peste degli omosessuali», come fu definita. Riuscì comunque a calcare il palcoscenico, 24 repliche passate alla storia. Morirà poche settimane dopo, nel gennaio 1990. La sua parabola, straordinaria, rivive in Elsinore di Simon Stone, in anteprima alla Festa di Roma, in uscita il 28 gennaio con la Lucky Red di Andrea Occhipinti che lo ha coprodotto con Magnolia Mae Films.
Protagonista è Andrew Scott, in una




