
di Paolo Mereghetti
Paolo Genovese porta al cinema il suo omonimo romanzo, storia di tre coppie, più un «intruso»
In attesa di «FolleMente 2» (a febbraio), Paolo Genovese porta al cinema il suo omonimo romanzo, storia di tre coppie, più un «intruso», le cui vite finiranno per intrecciarsi, segnate da quel gusto un po’ per il paradosso un po’ per i tentennamenti della morale che ogni tanto fanno capolino nelle sue regie.
Due coppie delle tre che animano «Il rumore delle cose nuove» hanno la maternità (o la paternità) come ossessione: la dottoressa di pronto soccorso Andreina (Vittoria Puccini) non ha il coraggio di dire che non vuole figli al marito fotografo Andrea (Stefano Accorsi), che invece vorrebbe a tutti i costi diventare padre, tanto da offrire il proprio seme a un ospedale. Anche Ralph (Lino Musella) e Viola (Claudia Pandolfi) non riuscivano ad avere figli ma hanno risolto il problema con l’inseminazione artificiale e sembrano pronti a ripetere l’esperimento. Chi invece non pare toccata dal problema è la terza coppia, Alba (Emanuela Fanelli) e Umberto (Edoardo Pesce), alle prese però con le scarsissime entrate e con la violenza manesca di lui, il che finisce per favorire




