
di Adriana Logroscino
Durante le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo a Palazzo Madama. Delrio: «Stiamo con l’Ucraina non perché ci conviene. C’è un quadro di valori, di principi che sono fondanti di questa Unione europea e su cui abbiamo costruito un sogno di pace e di convivenza»
È quando Giorgia Meloni nell’aula del Senato, durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, approccia il tema dell’Ucraina, premettendo il «rispetto» e la «comprensione» per il «dibattito acceso anche dentro gli schieramenti», che succede l’impensabile. Un pezzo del Pd, oltre a Carlo Calenda di Azione, si unisce all’applauso della maggioranza. Sono i senatori riformisti Filippo Sensi, Walter Verini, Graziano Delrio – che farà anche un intervento riconoscendosi nelle parole della premier sul tema – Sandra Zampa oltre all’indipendente Pier Ferdinando Casini a battere le mani. Nel gelo del resto del centrosinistra, da Avs a M5S. «Proprio perché italiani e orgogliosamente europei, – dice dagli scranni dell’opposizione Delrio – stiamo con l’Ucraina non perché ci conviene ma perché pensiamo che la politica sia appunto non solo difendere gli interessi di sé stessi, della propria economia ma perché c’è un quadro di valori, di principi che sono fondanti




