
Il progetto che riunisce istituzioni, società e imprese fa tappa a Carpi. L’obiettivo è valorizzare il contributo del calcio e dello sport allo sviluppo territoriale
Lo sport come investimento per il territorio, il calcio come motore di crescita per le comunità. È questo il tema al centro della tappa di City Club, il progetto promosso dalla Serie C che ha riunito a Carpi istituzioni, società calcistiche e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Un confronto sulle sfide del movimento, a partire da un nodo fondamentale: l’impiantistica. “La Serie C è un catalizzatore di identità e riconoscimento per le città”, ha sottolineato il presidente Matteo Marani, che non ha nascosto le criticità del sistema italiano. “Oggi uno dei problemi maggiori, se non il principale, è quello dell’impiantistica e del ritardo del nostro Paese sul fronte delle infrastrutture. Senza impianti non si può fare calcio, senza centri sportivi adeguati non possono crescere i giovani”. Proprio i vivai rappresentano infatti una delle priorità della Lega, chiamata a favorire condizioni migliori per lo sviluppo dei talenti.
I settori giovanili—
A fare gli onori di casa è stato Enrico Bonzanini, direttore generale dell’A.C. Carpi, che ha insistito sull’importanza delle relazioni tra club: “Oggi un club professionistico non può pensare




