
Il gruppo nato nel 2025 dalla fusione delle due aziende dolciarie (con Invitalia e J.P. Morgan come azionisti) ha un piano triennale per arrivare a 100 milioni di ricavi
Il nome è di quelli storici dell’industria alimentare italiana: Pernigotti da Novi Ligure, azienda dei cioccolatini — gianduiotti e cremini sopra tutti — che nasce un secolo e mezzo fa, nel 1860, dall’idea di Stefano Pernigotti. La sua drogheria diventa subito famosa e si distingue per un prodotto particolare: il torrone. Oggi la storia racconta di un’azienda dal 2025 diventata un polo industriale, Pernigotti spa, che comprende tre brand: Pernigotti, Walcor, altra storica azienda cremonese del cioccolato, rinomata per le sue «monete», e Signor Stefano, un ritorno al mondo dei semilavorati per la gelateria professionale, attività che l’azienda aveva iniziato nel lontano 1936, poi venduta a un player del settore.
Non più nelle mani della famiglia fondatrice già dai primi anni Duemila, l’azienda ha vissuto alcuni passaggi di proprietà e momenti di crisi; oggi questo «hub del cioccolato» è controllato da Invitalia tramite il fondo di salvaguardia dei marchi storici, e da J.P. Morgan attraverso il veicolo Lynstone ssf holding, specializzato in investimenti in realtà in ristrutturazione.
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