di Redazione Economia
Un ricercatore di 80 anni e un agricoltore di 30 hanno sviluppato «Emma», una varietà di riso lungo pensata per le risaie lombarde. Il progetto punta a conquistare il mercato dei risi aromatici, oggi dominato dalle importazioni asiatiche
Il profumo arriva dall’Asia, ma le radici affondano nella pianura lombarda, tra le risaie che da secoli disegnano il paesaggio agricolo alle porte di Milano. È qui che un genetista di ottant’anni e un agricoltore di trenta hanno deciso di sfidare uno dei simboli della cucina orientale: il Basmati, il riso dai chicchi lunghi e sottili che arriva soprattutto dall’India e dal Pakistan e che ha conquistato anche le tavole europee. Il risultato si chiama Emma, ha un nome italiano e una storia di incroci, tentativi e selezioni durata anni. Non è propriamente un Basmati, ma una varietà sviluppata per conservarne alcune caratteristiche, a cominciare dal profumo, adattandole al clima e ai terreni della Pianura Padana. L’obiettivo è ambizioso: offrire un’alternativa coltivata in Italia a un prodotto che oggi arriva prevalentemente dall’altra parte del mondo.
Dietro questa scommessa ci sono Eugenio Gentinetta, agronomo e genetista che ha dedicato gran parte della propria vita al miglioramento delle




