
di Monica Guerzoni
L’ex ministra: «Il terzo nome non può essere un potenziale competitore»
Rosy Bindi, cosa pensa dello Stabilicum?
«È una manomissione della Carta con legge ordinaria. Due gli aspetti più pericolosi. Un premio di maggioranza esorbitante, che viola il principio secondo il quale i voti sono tutti uguali, e il Parlamento che diventa ininfluente rispetto allo strapotere del capo del governo, investito direttamente dal voto popolare».
È capocrazia, come sostiene Conte?
«Sì, il Parlamento è lo zerbino del governo e della maggioranza e non più l’espressione del popolo italiano. E, come diceva Scalfaro, il presidente della Repubblica non è più l’organo di garanzia che rappresenta l’unità della nazione, diventa il portiere del Quirinale, costretto a ratificare il frutto di una legge elettorale truffaldina».
Non esagera? Mattarella ha firmato dopo 24 ore.
«Penso che il presidente abbia voluto rispettare il voto del Parlamento e le prerogative della Corte, alla quale spetta, senza dubbi di interpretazione, verificare la costituzionalità delle leggi. La velocità della firma consente alla Consulta di decidere sui ricorsi che sono già pronti e di esprimersi prima della data delle prossime elezioni, così che non si formi un altro Parlamento eletto con una legge poi




